02.18.06
Indimenticabile
Bari, teatro Team. Un’enorme struttura calda, accogliente, con uno stile tutto suo molto moderno, divani rossi, pareti blu e dappertutto foto incorniciate dei precedenti concerti. Dà l’idea che non sia fatto di cemento, è come se possa flettersi insieme alla gente. Con tutta calma abbiamo ritirato i biglietti, poi mangiato qualcosa, per arrivare al momento in cui tutti cominciavano a prendere posto. Saliamo in galleria e guardiamo a bocca aperta sterminate seggiole, come un mare, avanti a noi e poi oltre, sotto di noi, fino al palco. Passano i minuti, con un misto tra emozione e impazienza, poi tutto si spegne di colpo, un buio pesto ci piomba addosso, l’emozione cavalca tra la folla e scroscia in un applauso delirante…
Capossela comincia con i primi brani del suo ultimo album, si veste da minotauro, ci spinge tutti in quel tumulto che è Brucia Troia, che dal vivo fa pensare a un’orgia infernale oltre che alla caduta di Troia, e ci parla, dopo l’esplosione dei primi brani, con un soffio di voce, tossicchiando, con l’aria dimessa e insieme carica di mistero, schernendosi come se non potesse parlare a voce più alta. Poi riprende la musica e la sua voce acquista improvviso vigore, è piena, è mutevole, è calda, è rauca, è un intero mondo che brilla solo per noi.
Vinicio è stato attore, e umilmente ha dato vita a questo suo poliedrico mondo che comincia in Medio Oriente, passa per la Russia, a Mosca, poi invece rievoca i gladiatori del Colosseo al punto che si teme che stia per balzare un leone sul palco, fa infine un’occhiolino alla mitologia, con il Cha-cha-cha della Medusa. I momenti più alti del concerto sono stati quelli più intimi in cui con appena qualche nota alla chitarra e la sua voce riusciva a sperderci in un mondo di languori e nostalgia, di verità assolute, di sogni ineffabili. Bellissima S.S. dei naufragati, in cui lui, naufrago, suona all’organo questa storia di mare, suggestiva, minimale, che aleggia tra noi insieme ai fuochi fatui, alla preghiera, al brivido mistico della Santissima dei Naufragati. “Acqua, acqua, acqua in ogni dove e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere”.
Tributo toccante e sentito a Matteo Salvatore, e in terra pugliese non poteva mancare Il ballo di San Vito, accolto da una standing ovation, da un incessante e tarantolato saltellare di tutti… Una grande festa, “e non bastan le parole”.
Indimenticabile la conclusione del concerto. Luci accese, gente in piedi che fa per andare via, Vinicio che scivola sul palco come un gatto, e attacca al pianoforte gli accordi della sua Ovunque proteggi. Commozione che sala alla gola, tutti fanno per sedersi, rapiti, ma lui no, no, ci dice, con un cenno della mano, state in piedi, ve la suono mentre ve ne andate via, rimanete così come vi trovate, abbracciati, non vi sedete. E lo dice con un affetto, con un’umiltà che ti devasta. Gli accordi semplicissimi di questa meravigliosa ballata sono appena accopagnati da un giro di basso, percussioni appena percettibili, morbidissime, e la voce di Vinicio che ci commuove e ci fa rabbrividire mentre tutto sta per disfarsi, in piena luce, i posti sono ormai abbandonati, c’è quella precisa scenografia, che abbiamo creato noi, di una cosa che sta per finire. E finisce. E Vinicio ci dice con tenerezza: “Ora potete andare in pace”.
Giovy said,
J f, 2006 at 12:25 pm
Non avrei potuto descrivere meglio tutte le sensazioni che mi ha fatto provare questo straordinario concerto.
Bello, bellissimo… e non solo per la musica…
Zizio said,
J f, 2006 at 5:22 pm
Bel post … Complimenti … ;)
simopg71 said,
J f, 2006 at 10:36 am
L’ascolto di Ovunque proteggi è stato per me una vera illuminazione, come ho gia commentato nel blog in cui scrivo, ma sentire le tue parole sul concerto, ma hanno fatto venire una voglia di andarlo a vedere senza precedenti.
Purtoppo qui a verona i posti sono gia tutti finiti, spero, di avere un’altra occasione per vedere questo magnifico “pazzo” all’opera.
Mia said,
J f, 2006 at 11:30 am
@ Giovy: bellissimo, un regalo che non scorderò mai. Anche perché c’eri tu…
@ Zizio: Thanks ;-)
@ simopg71: sono davvero felice se sono riuscita a trasmettere almeno in parte quello che ho provato al concerto… E’ una magia, trova un biglietto!
Ambrosia said,
J f, 2006 at 7:26 pm
Ciao…ho trovato il tuo sito per caso, naufragando su Google.C’ero anch’io al concerto e condivido i tuoi commenti, soprattutto riguardo all’umiltà disarmante con cui Vinicio si presenta sul palco e interagisce col pubblico e con l’avvio “orgiastico”, in cui davvero il Maestro sembra un invasato. Come si fa a cominciare con tanta carica? E’ straordinario!
Mia said,
J f, 2006 at 10:05 am
@ Ambrosia: è bello sentire di qualcuno che era lì, anche se non ci conosciamo è un po’ un’emozione! Chissà, magari eravamo vicine ;-)
Da dove venivi? Io ero col mio ragazzo, dalla provincia di Foggia.
Un grande abbraccio, caposseliana! :-)
Ambrosia said,
J f, 2006 at 11:58 am
Sì, è vero, visto che poi il concerto è stato davvero un rito collettivo (il sacrificio nel labirinto del Minotauro :) ), trovare un’altra persona che vi ha partecipato dà una certa emozione, perché non è stata un’esperienza da poco!Io dopo le prime canzoni, così violentemente spettrali, ho pensato: “No, stanotte non dormo”. In realtà non ho dormito veramente, ma per un altro motivo. Prima dell’inizio del concerto, stavo camminando in platea, non ho visto quell’unico maledetto, piccolissimo scalino per guardare verso il palco vuoto(osservare gli strumenti pronti,ecc.)e sono caduta. Ecco, lì potresti avermi visto, si è voltato mezzo teatro :). Risultato: distorsione alla caviglia :(. Però ho resistito e sono rimasta ugualmente al concerto. Per Capossela questo e altro…Avevo fatto anche io i miei bei km, mica volevo tornare a casa :). Io sono della BAT. Mia madre ha origini nella tua provincia e devo dire che ho un’ottima opinione dei foggiani,solitamente sono molto alla mano… Ero con un gruppo un po’ eterogeneo di persone, perché i biglietti erano diventati introvabili alla fine…Ero seduta in una delle ultime file di poltrone, forse dalla galleria si vedeva pure un po’ meglio, ma i posti migliori pure lì non c’erano più quando ho preso i biglietti. Cmq Vinicio mi ha fatto un’ottima impressione come persona, è davvero molto umile, nonostante sia un genio (lo posso dire?ma sì!).