02.07.06

I segreti di Brokeback mountain

Posted in Cinema at 10:09 am by Mia

Ammetto di non conoscere Ang Lee, anche se fa parte di quegli autori che mi ripromettevo di scoprire, ma questo Brokeback Mountain è veramente bello e visto che Giovy mi ha “costretta”, con le sue promesse avventate, a dire la mia, condividerò con voi quest’esperienza… :-)
Del resto, ne approfitto per salutare l’aspirante cinefilo che mi legge da una sala operatoria…

Ma veniamo al film. Non ne sapevo molto: ha vinto il leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, è candidato a otto premi oscar e se ne parlava ovunque come di un western con due cowboy gay per protagonisti. In realtà non si tratta affatto di un western, pur essendoci cavalli, greggi, fattorie e rodei. La storia, intensa, pulita, di ampio respiro, si alterna tra il Wyoming e il Texas, fino al Messico; comincia nel 1963 sulla Brokeback mountain, in un angolo di mondo fatto di cieli sconfinati, vallate e silenzi profondi. I due protagonisti (che hanno dato prova di grande bravura) si innamorano e il loro non è amore gay, è amore e basta, un amore autentico che si protrarrà per vent’anni. Questo film riesce a cancellare i preconcetti che ancora resistono sull’omosessualità: gli uomini, anche amandosi, restano uomini, non “checche”, e il loro amore è carico di una dignità che non ha nulla da invidiare a una storia d’amore tra eterosessuali. Ma nella storia il peso dell’omosessualità, a livello sociale, è palpabile, e condanna i due uomini alla solitudine, a gravitare nel loro piccolo mondo circoscritto creando legami e famiglie quasi a casaccio, ma senza comunque riuscire a fermarsi.

Un film a volte contrito, addolorato, ma pieno di luce e con un finale che sancisce la continuità della vita. Mai stucchevole, Ang Lee non scivola nel melodramma e regala agli occhi un grandioso spettacolo. Otto pieno.

02.03.06

Colpo d’occhio

Posted in People, Web e dintorni at 5:54 pm by Mia

L’ho sempre detto che mi faccio influenzare terribilmente dall’estetica e che ciò che non è bello mi deprime, ma non avevo idea che per decidere se una cosa mi piace, il mio cervello (e anche il vostro!) impiegasse meno di 5 centesimi di secondo. In particolare questo è il risultato di uno studio dell’università di Ottawa sulla velocità con cui si forma un giudizio, positivo o negativo, sulle pagine web. Il metodo utilizzato è estremamente semplice: gli stessi soggetti decidono se apprezzano o no un sito web, senza limiti di tempo, e stilano una classifica. Poi rifanno la stessa classifica, ma avendo a disposizione pochissimi attimi per guardare le pagine… Le preferenze non cambiano, quindi il risultato ufficiale è che il tempo non corregge la prima impressione.
Questa notizia potrà stroncare le aspettative di chi si illude che i contenuti possano salvare una pagina web brutta: stando così le cose l’utente avrà già cliccato indietro, prima ancora di aver considerato l’ipotesi di leggere quello che c’è scritto. :-)

E’ anche una buona ragione, per gli uomini, per non tollerare che una donna impieghi più di 10 secondi per decidere se un vestito è bello o è brutto (io sono ancora più rapida)…

Correte ai ripari! :-P

Virus

Posted in Deliri personali at 12:54 pm by Mia

Virus nel computer, virus nel cervello e virus annidati da qualche altra parte che mi fanno sentire a pezzi. La sensazione che qualcosa si stia scatenando, in un micidiale accordo tra macchine e cellule viventi, mi fa girare la testa… Se si potessero fermare gli impulsi autolesionisti e ci si potesse comportare sempre in modo impeccabile per non turbare il proprio equilibrio di mattina, sul posto di lavoro, quando niente e nessuno può tirarti fuori da un’impasse cerebrale, sarebbe tutto troppo comodo. Ma invece cominci a sudare, fingi di ascoltare gli altri, cerchi disperatamente una via d’uscita che non c’è, immergi la mente nel tuo peggior passato e finisci sopraffatto dall’alienazione, mentre il tuo stupido pc si mette a dare i numeri tanto per trovarsi in armonia col virus kamasutra che però con i miei microchip non c’entra niente…

02.01.06

Giornata no

Posted in Deliri personali at 5:52 pm by Mia

Essere meteoropatici è una bella fregatura, ed essere vanitosi è una fregatura ancora maggiore. Per festeggiare la meraviglia del sole che oggi finalmente splendeva su questo angolo di mondo, mi sono accollata tutte le rogne da fare in giro: banca, posta, uffici, tutto per approfittare e fare una bella passeggiata. Poiché il sole per me è un autentico propulsore dei movimenti, l’iniezione di entusiasmo mi ha portato a sentirmi più felice e più bella… E così, invece di mettere il cappotto con cui esco solitamente quando so che incontrerò solo esponenti della terza età in giro, ho messo il mio cappotto più bello, il cappotto preferito tra tutti i preferiti che io abbia mai avuto. In poche parole, quello che amo.

Me ne sono andata in giro, così meravigliosamente bardata, e ho fatto un salto da mia nonna per vedere se avesse bisogno di qualcosa. E a casa sua - orrore! - mi sono avvicinata alla sua stufa assassina, uno di quei diabolici aggeggi con la resistenza che si riscalda… E’ stato un attimo: una zaffata di bruciato giunge alle mie narici…

Disastro! Un’orrenda macchia giallastra deturpa la lana del mio povero cappotto… Chi e come potrà rimediare a una cosa del genere? Ho già studiato varie ipotesi, ma l’unica ancora in vita è quella di coprire con la tempera la macchia. No comment.

01.31.06

Che zelo gli impiegati pubblici!

Posted in Cronache marziane at 1:01 pm by Mia

Oggi sono andata al Comune del mio paese per chiedere informazioni sugli orari di un ufficio. Non c’è un punto per la richiesta di informazioni, così mi sono infilata nel primo ufficio, al piano terra.

“Scusi, mi sa dire dov’è l’ufficio per gli accertamenti Ici?”

“Al secondo piano”.

Sorrido gentile e chiedo se mi sa dire anche che orario faccia.

“Il solito, come tutti gli uffici. Dalle 8 alle 14″. Pausa, mi guarda con un certo fare sospettoso (credo che mi abbia preso per una non del posto), che diventa immediatamente aggressivo. “Sì, dalle 8 alle 14, ma mo’ non è che è proprio alle 8 precise precise e alle 14 precise precise”.

Io lo guardo un po’ stranita, perché insomma, non avevo detto niente. Ma lui incalza:

“L’orario è quello, ma con elasticità! Non sono proprio le 8, sono le 8 e un quarto, più o meno, e le due meno un quarto, insomma…”, e mentre diceva queste cose aveva proprio l’aria di uno che vuole essere capito senza sbilanciarsi a dire la verità.

Avrei voluto rispondere: “Sì, lo so che non ci siete mai, che andate a fare la spesa durante l’orario di lavoro, che se vi trovo ho vinto alla lotteria…”, ma invece me ne sono andata con gli occhi spalancati pensando: “Oh, mio Dio!”.

Li licenzierei tutti.

01.30.06

Saw II vs Match Point, parte 2

Posted in Cinema at 1:28 pm by Mia

 

Non so voi, ma io ho passato un bellissimo weekend… Questa volta, tra l’altro, non ho perso Match Point!

Be’, confrontarlo con Saw II è non solo veramente umiliante per quella specie di horror, ma ritengo che anche sia del tutto inutile. Il film, e stavolta non è una commedia, parla di un tennista irlandese, Chris, che va a vivere a Londra in cerca di fortuna ed è costretto a scegliere tra una vita piena di agi, in mezzo all’alta società londinese, e una vita sincera, con la donna che ama. Chris legge Dostoievskij (non sono riuscita a leggere il titolo del libro) e ama l’opera. Tutto il film, da molti paragonato a Crimini e Misfatti (1989), mi ha fatto pensare a “Delitto e Castigo“, forse citato all’inizio del film dallo stesso autore. Come Raskolnikov, Chris vivrà un lungo dibattimento interiore, ma l’epilogo sarà diverso (e non approfondisco oltre per non fare spoiler). La vita è dominata dal caso, non servono l’abilità o la volontà se la pallina, dopo aver colpito la rete, cade nella metà sbagliata del campo: sintesi di tutto il film nella scena d’apertura.

Il film costruisce con maestria tutto il mondo interiore di Chris, la sua ipocrisia e la sua sofferenza, dipingendo una società moderna dove l’apparire diventa un’imprenscindibile necessità e le scelte sono figlie del cinismo. A ogni pranzo, ogni incontro a teatro, a ogni weekend in campagna nella magnifica tenuta degli Hewett, è palpabile il dissidio che prova, il lusso che lo contamina come una droga sottile e la voglia di essere se stesso, lontano dagli uffici claustrofobici della City. Woody Allen non lascia spazio all’ironia e riesce a rendere soffocante e dolorosa la scena in cui si festeggia la notizia di un bambino in arrivo. Riesce a rendere insopportabile un delitto senza mostrare sangue, riesce a scatenare la violenza tra le file di un musical di Lloyd Webber, in mezzo a eleganza e raffinatezza… Un parossismo che cresce fino al finale, razionalmente prevedibile, ma che riesce a sconcertare, perché nulla segue la logica della giustizia, ma solo quella del caso. Un Woody Allen immenso.

01.27.06

Buon compleanno, Wolfgang!

Posted in Eventi, Musica at 9:58 am by Mia

Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei più grandi geni musicali mai esistiti, nasceva a Salisburgo il 27 gennaio del 1756, perciò compie quest’anno 250 anni. L’anniversario è celebrato dappertutto nelle maniere più disparate. Il Teatro dell’Opera di Roma ha inaugurato la nuova stagione con il suo Don Giovanni, ma nella capitale ci sono (e ci sono stati, beati i fortunati che ne hanno beneficiato) innumerevoli concerti, come quelli della IUC, l’Istituzione Universitaria dei Concerti nell’aula magna dell’Università La Sapienza. Oggi, a partire dalle 10, il Conservatorio ‘Giovan Battista Martini’ di Bologna festeggerà con l’Open Day, vale a dire che le sue porte saranno aperte a chiunque voglia assistere a lezioni di violino, di pianoforte, canto…

Spingendosi fino a Salisburgo (un’occasione vale l’altra e anzi direi che questo è un ottimo pretesto!), dal 21 luglio al 31 agosto, si può ascoltare l’integrale della produzione mozartiana, che è a dir poco notevole e mi risparmio qui di riassumere. In Austria (ma non ho capito dove) sarà anche esposto l’originale della sua prima composizione.

Passando al cinema, se vi è venuto in mente il film di Milos Forman (1984), “Amadeus”, che vinse con pieno merito ben otto Oscar, mi sento di confermare che la storia, soprattutto riguardo la presunta invidia di Salieri, era inventata di sana pianta! Però era terribilmente suggestiva, e credo meriti di essere rivisitata per l’occasione…

Io ho iniziato i miei personali festeggiamenti con la sinfonia n. 40 (di cui tutti conoscono perlomeno il primo movimento) e andrò avanti a Mozart tutto il giorno: per me è questo il senso degli anniversari, ed è così che si celebra un genio!

 

01.25.06

Diritto di difesa

Posted in Leggi & diritto at 1:10 pm by Mia

Finalmente la Camera ha approvato la legge sulla legittima difesa ponendo fine all’ingiustizia precedentemente in vigore secondo la quale dovevi essere tu a difenderti in tribunale, come un criminale, se reagivi a un’intrusione in casa tua, o ad una rapina nel tuo negozio, poiché il fatto che la tua fosse legittima difesa era tutto da dimostrare (il reato di cui si poteva essere facilmente incriminati era l’eccesso di difesa). Ora invece la legittima difesa è presunta ex lege, il che significa che qualsiasi reazione, compreso l’uso di armi da fuoco, è ritenuta proporzionata nel caso di una minaccia concreta in casa propria o nel proprio ufficio o nel proprio negozio.

L’opposizione parla di legge del far-west, ma io penso che quello alla difesa sia un diritto sacrosanto dei cittadini. Se sono sola in casa e si introduce un uomo, non voglio aspettare di vedere se vuole violentarmi/uccidermi prima di poter legittimamente reagire. (Bisogna però prima intimare all’intruso di andare via: se fugge e non diventa più minaccioso, la reazione rimane illegittima). E poi, considerando la paura che si prova in simili condizioni, è ingiusto pretendere dagli aggrediti lucidità e sangue freddo: come si fa a valutare e comprendere la giusta pericolosità dell’aggressore? La legge pendeva precedentemente in favore dell’aggressore, adesso non più.

Si innalzerà ora il livello della violenza? I ladri che prima si introducevano disarmati, ora avranno sempre una Smith & Wesson in mano? E tutti noi andremo subito a comprarci una pistola?

01.24.06

Fobie di paese

Posted in Deliri personali at 1:42 pm by Mia

Be’, dovrei andare a casa a mangiare, ma oggi non ne ho la minima voglia. Calcolate che per arrivare a casa, a piedi, mi occorrono 2 minuti. Calcolate che abito in un paese dove il pranzo è sacro (in provincia di Foggia) e non esiste nient’altro che un essere umano ragionevole potrebbe pensare di fare tra le 13:30 e le 16:00. Aggiungiamo pure che da due o tre giorni il mio appetito è andato a farsi benedire e che detesto fare ogni giorno la stessa cosa (perciò detesto che tutti i giorni stia scritto che devo pranzare in famiglia). La monotonia è una delle cose più irritanti della vita in paese, ed è una delle cose che al mondo tollero meno.

Oggi avrei voluto pranzare con una mia amica, o con il mio ragazzo, fuori casa, in uno di quei posti di cui le città sono piene, il classico bar che diventa tavola calda. Ne ho così voglia che forse (ma forse no, ripensandoci) mi sarei piegata ad andare in un McDonald’s… (orrore!) Ok, niente Mc, si va a casa.

Sic!

01.23.06

Saw II vs Matchpoint, parte 1

Posted in Cinema, Deliri personali at 8:05 pm by Mia

Comincia bene questo lunedì, il mio umore è ottimo. Mia sorella ha fissato la data delle nozze e per il tutto il pomeriggio è nevicato fitto fitto. Va bene che devo ancora finire di lavorare, ma insomma, non mi lamento per niente.

Purtroppo niente entusiastici commenti su Matchpoint: al posto del film di Woody Allen, il disturbante Saw II - La soluzione dell’enigma, per colpa di un tragico e involontario ritardo… Gli horror non sono proprio il mio genere preferito, ma questo stenterei a definirlo tale. In effetti il film non riesce a creare la tensione dovuta perché si fa fatica a legare con i protagonisti della vicenda, in particolare con il detective che fronteggia lo psicopatico-serial-killer-filosofo, vale a dire l’enigmista. L’idea di spiegare le ragioni di un killer alla spicciolata non mi è mai piaciuta, ma qui è usata male perché non rappresenta niente di nuovo, persino con chi ha poca dimestichezza col genere. Gli ambienti luridi, lo shock di mutilazioni, torture e trappole per umani, gli stessi personaggi sgradevoli, tutto è studiato per ostentare violenza, ma senza che questa sortisca niente più che mal di stomaco, perché gratuita.

Non manca il colpo di scena finale, ma non alza il livello del film. Le parti migliori sono quelle dei prigionieri nella casa dell’enigmista, ma la sceneggiatura è troppo concentrata sul macabro per sviluppare al meglio il tema.

Be’, ripensando che avrei potuto vedere “La neve nel cuore” di Thomas Bezucha… Col senno di poi l’avrei preferito, ma sabato era un salto nel buio :-)

Cose notevoli del sabato: l’ottima birra che ha accompagnato la cena (una Erdinger… o poco più).

Cose notevoli della domenica: le candele che hanno accompagnato L.A. Woman dei Doors. 

 

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